Il Natale nei paesi dell'Est Europa

Il Natale nei paesi dell'Est Europa

21 December 2018 by Patrol International

Curiosità: Vorremmo approfittare dell’avvicinarsi del Natale per farvi conoscere come si festeggia tale ricorrenza nei paesi dell’Est Europa.

Dalla Polonia al Kazakistan, infatti, usi, costumi e tradizioni variano a seconda delle influenze storiche, religiose e culturali, tra cattolicesimo, ortodossia e comunismo. Purtroppo i margini di questo articolo ci impediscono di affrontarli tutti, ne vedremo pertanto solo alcuni.

Nella cattolicissima Polonia il “Boże Narodzenie” (“nascita di Dio”) è la festa più sentita. Il 24 dicembre viene passato a digiuno fino allo spuntare della prima stella in cielo, quando si potrà dare il via al banchetto, in attesa di Babbo Natale (o di Gesù Bambino) e dei suoi doni, oppure della tradizionale “Pasterka”, la messa “dei pastori” di mezzanotte.

In Romania, nonostante la maggioranza della popolazione sia di religione ortodossa, viene adottata la stessa data dell’Europa Occidentale, il 25 dicembre. Il periodo del “Crăciun” (Natale) è costellato di riti antichi, come la “Cerimonia del piccolo aratro” in cui un aratro addobbato e una preghiera assicurano la fertilità dei campi per l’anno successivo, o la “danza della capra”, in cui uomini e bambini ballano mascherati, sempre per un antico rituale di fertilità.

In Russia il Natale viene festeggiato secondo il rito ortodosso, il 7 gennaio. In epoca sovietica veniva considerato giorno feriale, per cui ancora oggi la festa più sentita del periodo è il Capodanno. I doni vengono portati da Koljada, una ragazza vestita di bianco che viaggia a bordo di una slitta, o da Babuška (la “Nonna”, ossia la nostra Befana). Durante il comunismo hanno preso piede le figure di Ded Moroz (Nonno Gelo) e della sua aiutante Sneguročka, la "Fanciulla di neve".

In Kazakistan, infine, la festa di Natale, secondo il calendario ortodosso, è stata riconosciuta solamente nel 2006, al termine di una notevole svolta politica rispetto alla precedente assoluta laicità, di stampo sovietico, che riconosceva solamente le feste civili.

E se volessimo fare un tour gastronomico delle migliori specialità? Sicuramente assaggeremmo volentieri il pasztet, il paté polacco, più duro di quello italiano e fatto con carni diverse, accompagnato da salse dolci di frutta oppure dal piccantissimo chrzan (radice di rafano grattugiata); il “sarmale” romeno fatto di riso e carne macinata avvolta in foglie di verza; la kut'ja russa, una specie di porridge con grano, semi di sesamo, miele e nocciole,

Noi concludiamo con una fetta di panettone tradizionale e un ideale brindisi, con il quale augurare ai nostri clienti e a voi tutti Buon Natale e Buon Anno nuovo.

 

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